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Se possiamo ritenerci fortunati o meno è un discorso soggettivo ma che stiamo vivendo il periodo storico con la massima accelerazione dell’evoluzione tecnologica è un dato di fatto.

La curva dell’evoluzione ha raggiunto livelli vertiginosi negli ultimi anni. Basti pensare che dalla nascita dell’agricoltura alla Rivoluzione Industriale ci sono voluti circa 8mila anni; Dalla Rivoluzione Industriale all’invenzione della lampadina ben 120; Dalla prima lampadina all’atterraggio sulla Luna solo 90 anni; Dall’atterraggio sulla Luna alla nascita del World Wide Web appena 22 anni; Dalla nascita del Web al Progetto sul Genoma Umano solo 9 anni.

A velocità sorprendente si è impennata anche la potenza dei computer. Oggi stringiamo in un pugno uno smartphone con cui facciamo cose che erano impensabili solo pochi anni fa.

Si è passati dall’Analytical Engine, prototipo mai costruito al Colossus, Univac I, Apple II e Power Mac G4, passando per i vari Pentium, Ibm ecc. 

In sostanza in 115 anni di storia del computer, nel 2015 la potenza di calcolo di un PC ha superato quella del cervello di un Topo e dalle previsioni si presume che nel 2023 supererà quella del cervello umano e che solo 22 anni dopo, nel 2045, la potenza di calcolo supererà quella di tutti i cervelli umani messi insieme. 
La moneta cartacea sta cedendo inevitabilmente il passo alla cripto-valuta e così via. 
Da qui in poi nemmeno le previsioni più ponderate potrebbero pronosticare quale scenario evolutivo si aprirà davanti ai nostri occhi. Chi vivrà vedrà…

Probabilmente i nostri successori si faranno delle grasse risate pensando che nel passato ci sedevamo al posto di guida per condurre le nostre auto o che addirittura le utilizzavamo per spostarci…

Per fortuna l’evoluzione viaggia, vola, non come la politica. 
Se viaggiasse con i tempi della politica probabilmente staremo ancora aspettando la scoperta della ruota.

La funzione della politica dovrebbe essere quella di fare le leggi che si sposano con l’evoluzione tecnologica, cosi da dare risposte concrete, puntuali e al passo con i tempi. 
Ma anche con un sistema politico super efficiente non sarebbe facile star dietro a questa impennata evolutiva come questa, figuriamoci col nostro. 

Senza andare tanto lontano basti pensare che, in Valle d’Aosta, si sta lavorando da 2 anni sugli incentivi per la mobilità sostenibile e quando finalmente sarà partorita questa famigerata legge sarà già obsoleta dalla nascita.

E cosi la politica, a tutti i livelli, anziché sedersi ai tavoli per discutere su come affrontare al meglio questo processo evolutivo, continua a fare quei giochetti di poltrone che hanno fatto allontanare quasi il 50% (l’unico dato sempre in crescita) degli elettori dalle urne.

Ma come facciamo a parlare di futuro se facciamo fatica a mettere giù le leggi fondamentali per mettere le toppe alle scelte scellerate fatte dai Governi precedenti?
Prima di parlare di futuro dobbiamo mettere giù basi solide, esattamente come facciamo con le fondamenta delle strutture (per lo meno quelle che vogliamo restino in piedi).

Per questo oggi chiediamo di dimezzare i tempi della giustizia, di tagliare i costi della politica, leggi solide per combattere mafia, ‘ndrangheta, grandi evasori e conflitto d’interessi e l’obiettivo fondamentale di avere un Italia che produca e utilizzi solo energie 100% rinnovabili per avere una vita più sana e limitare i danni dovuti al cambiamento climatico.

Questo chiediamo. Le basi per cominciare a parlare seriamente del futuro e per ottenerle, avendo una legge elettorale che impedisce alla forza politica più votata di governare da sola, siamo costretti a scendere a compromessi.

Avremmo continuato a governare con Matteo Selfini se i mojito non l’avessero portato all’autodistruzione ma, vista l’inaffidabilità dimostrata, dobbiamo chiedere l’appoggio per il nostro programma di Governo alla seconda forza politica più votata. E non importa se questo causerà perdita di consensi per il M5S. Diteci pure ciao ma non siamo nati per fare il bene del M5S ma quello degli italiani, costi quel che costi. Quello che conta sono i fatti. L’alternativa qual è? Il ritorno al voto? Non porterebbe uno scenario molto diverso da quello attuale ma solo una gran perdita di tempo e di soldi degli italiani.

La cosa peggiore è che comunque vada a finire siamo e saremo sempre molto molto indietro rispetto ai tempi richiesti dal progresso.

Movimento 5 Stelle Valle d'Aosta

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