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Il Movimento 5 Stelle accoglie con favore la decisione di rinviare alla prossima seduta del Consiglio regionale la discussione della proposta di legge che contiene principi per lo sviluppo della mobilità sostenibile, predisposto dalla terza e dalla quarta Commissione consiliare.

«Nonostante l’impegno delle Commissioni – rilevano i Consiglieri del M5S -, questa legge presenta diverse lacune e deve essere rivista dopo aver audito tecnici e stakeholder per una migliore e più puntuale considerazione di tutti gli aspetti legati alla mobilità pubblica e alle sue relazioni con la mobilità privata.»

Il Movimento 5 Stelle ha già presentato una serie di emendamenti al provvedimento, con l’auspicio che siano accolti e integrati nel testo che sarà sottoposto nuovamente all’attenzione dell’Assemblea nel mese di settembre.

La Consigliera Russo ha proposto di aggiungere due commi che impegnano la Regione a definire un Piano di completamento delle piste ciclabili che si intendono creare, con la definizione dei tempi e dei costi di realizzazione e a rendere disponibile nel proprio sito istituzionale un’applicazione gratuita per la geolocalizzazione delle piste ciclabili.

Russo ha inoltre proposto l’introduzione del bonus mobilità quale incentivo economico per i lavoratori che non usano un automezzo privato nel tragitto casa-lavoro, ma la bicicletta normale o elettrica o si muovono a piedi. «Il bonus mobilità – afferma la Consigliera pentastellata – è concesso per l’importo di 0,25 euro a chilometro, fino a un massimo di 300 euro annui. La Regione, in accordo con gli Enti locali interessati, definisce le modalità per presentare le candidature al bonus, per monitorare il tragitto effettuato e per rendicontare i chilometri percorsi da ogni cittadino.»

L’ultimo emendamento impegna la Regione a pubblicare, nel proprio sito istituzionale, un elenco a cui possono iscriversi i gestori di car sharing, bike sharing e car pooling: «I requisiti per l’iscrizione nell’elenco – conclude Maria Luisa Russo – sono stabiliti dalla Giunta regionale. Ai veicoli dei soggetti iscritti possono essere riservate aree di parcheggio appositamente dedicate.»

Le modifiche depositate dal Capogruppo Luciano Mossa riguardano i contributi a fondo perduto per l’acquisto e il leasing dei veicoli elettrici, ibridi plug-in e a celle di combustibile.

«Nella proposta attuale – afferma Mossa – è stato dimenticato un importante segmento di automezzi che a breve interesseranno un’ampia fascia di consumatori. Vengono infatti paradossalmente escluse dai contributi, non essendo presenti nell’elenco dei beneficiari, tipologie di veicoli che saranno presto sul mercato italiano, come i Solar-Powered che montano pannelli solari. Inoltre, si prevedono gli stessi incentivi per veicoli ibridi plug-in e quelli elettrici, mentre questi ultimi hanno emissioni vicine a zero e dovrebbero ottenere un sostegno maggiore. Il testo non prevede poi incentivi per la rottamazione, strumento utile alla riduzione delle emissioni.» 

«Gli emendamenti presentati invece – sostiene Mossa – rendono migliore la distribuzione degli incentivi. Si utilizzano parametri precisi che riguardano le quantità di biossido di carbonio emesse per chilometro, gli stessi parametri utilizzati dal Governo nazionale per incentivare la mobilità sostenibile. Si prevedono contributi maggiori per chi acquista veicoli con caratteristiche meno inquinanti e incentivi migliori per chi rottama veicoli più inquinanti. Infine, si intende favorire l’acquisto di veicoli sino ad un massimo di 50 mila euro, IVA esclusa: chi è in grado di acquistare veicoli di valore superiore probabilmente non necessita di contributi finanziari

«È quindi necessaria un’ulteriore fase di riflessione e approfondimento – concludono i Consiglieri pentastellati – per considerare molti altri aspetti elusi dal testo presentato in Aula e di cui è necessario tenere conto, come ad esempio incentivi per l’acquisto di bici a pedalata assistita (come descritti dall’art. 50 del codice della strada) superando il rischio di escludere dal contributo buona parte delle e-bike presenti sul mercato. Nel testo di legge non esiste alcun riferimento all’intermobilità, alla mobilità diffusa, al piano urbano sulla mobilità e troppo poco si dice sulla mobilità ciclistica e su molti altri aspetti che necessitano di un’approfondita valutazione.»

Movimento 5 Stelle Valle d'Aosta

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