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LA GIUNTA REGIONALE RAPPRESENTA I VALDOSTANI O LA “LOCALE”?

di Luciano Mossa – Oggi a Torino è iniziato il processo Geenna.

Reduci da reati ambientali qua e là in giro per la Valle giungono ancora “belle” notizie. Stamattina infatti scopro, raccogliendo pezzi di notiziari, che la Procura nei giorni scorsi ha depositato nuove carte, altre 800 pagine di indagini riguardanti, per lo più, intercettazioni telefoniche svolte dai Carabinieri nel periodo della campagna elettorale per le regionali 2018.

E cosi viene alla luce questo nuovo ramo di indagine (o costola) dell’operazione Geenna, chiamata “Egomnia” della quale eravamo tutti ignari.

Pare che, da queste intercettazioni, spuntino i nomi di esponenti politici, attualmente in carica, la cui ipotesi di reato è quella di corruzione elettorale.

Parrebbe, e dico parrebbe perché non ho ancora avuto modo di leggere queste carte, ma sono convinto che la DDA non faccia illazioni di questo genere senza nulla di concreto in mano, che tra questi nomi ci sia anche quello del Presidente della Giunta Antonio Fosson che verrebbe indicato quale “beneficiario del consenso elettorale della locale di Aosta”.

Già la scelta di nominare Presidente di 126.000 valdostani chi è stato eletto con appena 1.437 voti non è stata tra le più felici (anche se l’alternativa sarebbe stata forse peggiore) ora che in più si ipotizza la dubbia provenienza di questi voti mi chiedo chi rappresenti davvero il sig. Fosson.

Mentre stavo ancora meditando su queste nuove (tristi) notizie sono arrivate poi, come una doccia fredda, queste parole del TGR delle 19:30: “La strategia elettorale adottata dai vertici della “locale” è stata quella di puntare su più candidati di liste diverse. Strategia che ha consentito loro di avere 7 soggetti di 3 partiti direttamente o indirettamente legati agli associati all’interno del Consiglio regionale della Valle d’Aosta. I soggetti che secondo gli investigatori sarebbero stati sostenuti dall’ndrangheta sono l’attuale Presidente della Regione e Prefetto Antonio Fosson, il Vicepresidente e Assessore alle Finanze Renzo Testolin, l’Assessore ai lavori pubblici Stefano Borrello, l’Assessore al Turismo e all’Agricoltura Laurent Viérin e i Consiglieri regionali dell’Union Valdotaine Luca Bianchi, Augusto Rollandin e Marco Sorbara. Secondo l’accusa sarebbe quindi inquietante lo stato dell’infiltrazione dell’ndrangheta nel tessuto politico amministrativo e istituzionale della Valle d’Aosta.”

Ora, è vero che la Costituzione italiana prevede la presunzione d’innocenza sino alla sentenza definitiva di condanna e qui non abbiamo nemmeno iniziato il processo di primo grado, e anche dopo la condanna definitiva si tratterebbe comunque di accanimento giudiziario (Berlusconi docet), ma questi signori qua, esclusi Sorbara in stato di arresto e Rollandin sospeso in base alla legge Severino, la settimana prossima approveranno una legge che deciderà come verrà investito un miliardo e mezzo di soldi dei valdostani. Posso dirmi preoccupato?

Ma no Luciano, tranquillo, come sempre è tot a modo.

Movimento 5 Stelle Valle d'Aosta

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