fbpx

La notizia del giorno sull’indagine relativa alla discarica di Pompiod è un paragrafo che si aggiunge ad una storia assurta agli “onori” delle cronache nell’ottobre 2019 quando il M5S chiedeva un’ispezione dei Carabinieri con un’interrogazione della nostra portavoce Elisa Tripodi al ministro dell’ambiente Sergio Costa.

Ma andiamo in ordine e ripercorriamo sinteticamente ciò che avvenne l’anno scorso in Consiglio Regionale.

Il 14 settembre i Consiglieri regionali del Movimento 5 stelle Valle d’Aosta, Luciano Mossa e Luigi Vesan si recarono a Saint Pierre per incontrare il Comitato “Discarica sicura”. Da questo incontro emersero tutta una serie di dati e informazioni che li portarono a sospettare che le attività svolte all’interno della cava di Pompiod non fossero così trasparenti da molti punti di vista: la provenienza e la tipologia del materiale conferito, la conformità della discarica e la regolarità delle concessioni.

Dopo l’incontro, a sostegno delle azioni del Comitato, il movimento 5 stelle si è attivato per far luce su una questione che presentava diverse zone d’ombra. Il 17 settembre, dopo l’audizione del Comitato e del geologo di Legambiente in terza commissione Valle d’Aosta, il consigliere Mossa si è messo subito in contatto con la Guardia di Finanza per sottoporre alle Fiamme Gialle il quadro generale della situazione, insospettito dal fatto che migliaia e migliaia di camion percorressero mezzo Stato per conferire rifiuti inerti nella discarica di Pompiod, che a detta del Sig. Cucchetti, amministratore delegato della società Ulisse 2007, sono composti per l’80% da terra o rocce da scavo, una parte di rifiuti misti da costruzione e demolizione e solo per una minima parte sono rappresentati da scorie. Ma come? Un viaggio da almeno duemila euro per far conferire a regioni come la Toscana e il Lazio solo materiali inermi?

Siccome l’amministrazione regionale latitava nel dare risposte, a sostegno di questa causa intervennero i deputati del Movimento 5 stelle, Elisa Tripodi e Antonio Federico. Dopo diverse interlocuzioni decidemmo di chiedere al Ministro dell’ambiente Sergio Costa, attraverso un’interrogazione parlamentare, l’invio di un’attività ispettiva del Comando dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente. Congiuntamente al deposito di questa interrogazione parlamentare e durante la discussione in consiglio regionale, formulammo la medesima richiesta alla Giunta regionale.

La nostra richiesta naturalmente non venne accolta, probabilmente perché ritenuta poco importante o forse “inopportuna”. Inopportuno forse per la Giunta era parlare di problemi ambientali potenzialmente inerenti alla salute della popolazione. Brutto, ma chiaro segnale d’indifferenza! Beh, non proprio di indifferenza, poiché la sola preoccupazione dell’assessore Chatrian fu quella di inoltrare nell’immediato una lettera al Ministro Costa per “rassicurarlo” sulla regolarità dei conferimenti a Pompiod. Una lettera per rassicurare il Ministro a cui dei parlamentari avevano fatto delle richieste legittime!

Il 19 novembre la discarica venne posta sotto sequestro in seguito ad un blitz della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale Regionale. Risultarono indagate quattro persone, tra le quali la dirigente regionale Ines Mancuso. Le ipotesi di reato riguardavano la gestione illecita del sito di smaltimento e l’inquinamento ambientale.
Nonostante il sequestro, pochi giorni dopo, l’Assessore avrebbe comunque nominato come dirigente dell’Arpa (l’agenzia che dovrebbe effettuare controlli di tutela in campo ambientale) un tale Bruno Barbera, consulente della Ulisse 2007, la società che gestisce le discariche. La nomina saltò solo per la pioggia di critiche generate da un’interpellanza del nostro Consigliere regionale Mossa.

Oggi le indagini sono chiuse e la Procura di Aosta ha chiesto un decreto penale di condanna per abbandono illecito di rifiuti e discarica abusiva. Per l’ex dirigente regionale Mancuso si aggiunge l’accusa di aver spinto il titolare di Enval Srl ad assumere due suoi conoscenti. Inoltre, sembra emergere dalle perizie che a Pompiod i limiti di accettazione dei rifiuti sono più ampi rispetto a quelli di altre discariche di inerti. Sono stati trovati depositi di metalli, scarti di lavori ferroviari e rocce di scavo: insomma tutti rifiuti non autorizzati a Pompiod.

L’assessore all’ambiente Chatrian dovrà offrire convincenti spiegazioni in merito all’accaduto ai valdostani. Eppure, afferma che la Regione si è interessata alla discarica in ogni circostanza: autorizzazione, gestione, vigilanza e controllo amministrativo e tecnico operativo dell’impianto: allora, sicuramente potrà giustificare pienamente sulle altre circostanze negative che vanno ancora emergendo, quale l’indagine della DDA di Torino su una associazione criminale attiva nella movimentazione dei rifiuti in Valle e negli altri territori sopra citati.

Ma forse l’assessore Chatrian, nel tentativo di indirizzare altrove l’interesse pubblico e mediatico, è più interessato ad attaccare coloro che definisce “populisti”, oltre che “fenomeno di sciacallaggio per infondere convinzioni” (dalla sua pagina Facebook). Forse più che populisti, il M5S è l’unica realtà che si sforza di evitare le malefatte di altri politici che poi girano la testa per far finta di non vedere.

Un ringraziamento va al lavoro incessante del Comitato e alla Procura e alla Guardia di Finanza. Senza il loro intervento la discarica avrebbe proseguito il suo lavoro a discapito della salute dei valdostani e col benestare dell’amministrazione regionale.

Movimento 5 Stelle Valle d'Aosta

Unisciti alla nostra Newsletter settimanale! Riceverai aggiornamenti sui nostri comunicati stampa, agli eventi organizzati sul territorio e su eventuali campagne elettorali in corso! Potrete velocemente accedere ad articoli, video, sondaggi su i temi più importanti e non perdere gli incontri in programma. Contribuisci con le tue idee!

Do il consenso al trattamento dei dati personali!

Registrazione avvenuta con successo!

Share This